E-Textiles: quando i tessuti diventano strumenti musicali.
- abaziornella
- 14 set
- Tempo di lettura: 2 min
La Dott.ssa Sophie Skach e il Dott. Victor Shepardson hanno ideato gli E-Textiles, una serie di tessuti intelligenti in grado di produrre suoni simili a quelli degli strumenti musicali quando vengono toccati. Questa ricerca fa parte dell’Intelligent Instruments Lab, lo stesso da cui hanno avuto origine strumenti sperimentali come l’Halldorophone e lo Stacco.

Alla base del progetto c’è l’incorporazione nei tessuti di materiali conduttivi, come fili d’argento e fibre d’acciaio, che conferiscono proprietà elettroniche alla stoffa, trasformandola in una vera e propria interfaccia musicale. In questo modo, il tessuto può funzionare come un touch screen o interagire con dispositivi digitali esterni per mixare e comporre musica.

Quando le persone passano le mani sulla superficie degli E-textiles, questi producono suoni paragonabili ai graffi delicati dell’ASMR o agli sciacqui dell’acqua.
Oltre alla dimensione sonora, il valore di questi tessuti sta nelle loro caratteristiche fisiche: sono morbidi al tatto, simili a filati e abbastanza malleabili da adattarsi alle dimensioni e alle forme dello strumento musicale a cui vengono applicati.
Per adesso, il progetto è ancora in fase di ricerca, ma la Dott.ssa Skach ha già pubblicato studi sui tessuti intelligenti, compresi prototipi con sensori di pressione integrati nei pantaloni.
Tradizionalmente, gli strumenti musicali sono costruiti in materiali rigidi come il legno, mentre le interfacce per la composizione digitale sono spesso realizzate in plastica o metallo. In entrambi i casi, la flessibilità è piuttosto limitata.
Da qui la domanda che si pongono i ricercatori: come possiamo progettare strumenti che siano morbidi, caldi e flessibili? L’obiettivo non è solo sostituire i materiali tradizionali, ma aprire la strada a nuove modalità di interazione tra musicista e strumento.

La risposta è arrivata dai tessuti, un materiale con cui abbiamo una familiarità quotidiana e costante.
Il team dell’Intelligent Instruments Lab ha quindi iniziato a esplorare stoffe elettroniche che si possono allungare, stringere, accarezzare o intrecciare.
Questi tessuti possono generare suoni che integrano la composizione musicale e, al tempo stesso, trasformano gli strumenti in dispositivi intelligenti attraverso le loro superfici.

Finora, i ricercatori hanno sperimentato diverse applicazioni: mixer rivestiti con tessuti intrecciati e lavorati a maglia, oppure sintetizzatori avvolti in sculture morbide realizzate all’uncinetto.
Ogni prototipo mostra come i tessuti intelligenti possano ampliare l’esperienza musicale, rendendola più immersiva, sensoriale e accessibile.
Ornella A.







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